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Panoramica

Linee guida PFAS sulla valutazione dei rischi per i produttori

I PFAS minacciano l’accesso al mercato e i profitti della tua azienda a causa della regolamentazione e delle restrizioni previste da numerose normative PFAS in evoluzione, tra cui:

  • REACH dell’UE
  • POP
  • Proposition 65 della California
  • TSCA degli Stati Uniti

Gli obblighi di conformità PFAS sono in continua evoluzione

Le nuove normative PFAS si stanno moltiplicando e quelle attuali sono in ampliamento, con il fine di estendere le definizioni di segnalazione per includere più sostanze per- e polifluoroalchiliche o per vietarle del tutto. È importante iniziare a raccogliere informazioni subito perché ci vorrà molto tempo per ottenere tutti i dati necessari per la conformità PFAS ai sensi delle principali normative internazionali.

È consigliabile adottare misure proattive come:

  • Identificare le sostanze PFAS nella supply chain
  • Mantenersi aggiornati sulle ultime normative PFAS
  • Programmare delle riprogettazioni dei prodotti, laddove necessario
  • Creare un piano di conformità PFAS per il futuro, preferibilmente con un software PFAS

Domande frequenti sulle sostanze PFAS

Le ricerche e le normative relative ai PFAS vengono costantemente aggiornate, rendendo difficile stare al passo con i cambiamenti legislativi. Ecco alcune delle domande più comuni sulla conformità PFAS.

Quante sostanze PFAS vengono monitorate?

La famiglia dei PFAS comprende migliaia di sostanze chimiche che vengono attivamente monitorate o regolamentate, mentre molte altre non sono più in uso o potrebbero non essere monitorate al momento. Inoltre, poiché i PFAS sono sostanze sintetiche, non esiste un limite massimo al numero di PFAS che potrebbero ipoteticamente esistere in futuro senza un intervento normativo al riguardo.

Diversi organismi di regolamentazione e ONG in tutto il mondo monitorano le sostanze PFAS e, poiché ciascuno di essi utilizza una definizione formale diversa di cosa sono i PFAS, il loro numero può variare da una normativa PFAS all’altra. Non esiste un elenco di PFAS uniforme o un numero ufficiale di sostanze per- e polifluoroalchiliche. Questo aspetto può rendere difficile per le aziende e i consumatori comprendere le responsabilità e le restrizioni nell’uso di queste sostanze, soprattutto senza una mappatura della supply chain sui PFAS.

Ad esempio, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) mantiene un elenco di oltre 4.700 sostanze PFAS. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) ne identifica oltre 16.000. Inoltre, a livello statale, sono state recentemente introdotte delle normative specifiche, tra cui vari obblighi di reporting nel Maine, il Reporting Information System for Manufacturers (PRISM) nel Minnesota e le modifiche alla Proposition 65 della California.

Anziché concentrarsi sul numero totale di PFAS, i produttori dovrebbero identificare quali PFAS sono regolamentati o soggetti a restrizioni (o sono in fase di valutazione dei rischi per un controllo normativo futuro) nei loro mercati di riferimento.

Scopri come può aiutarti Assent

Dove si trovano le sostanze PFAS? Usi comuni dei PFAS

Le sostanze PFAS sono presenti praticamente in tutte le categorie di beni di consumo sul mercato. Si trovano anche in componenti e materiali industriali. In alcuni casi, possono essere disponibili versioni prive di PFAS, ma alcuni materiali specializzati potrebbero non esistere senza l’uso di PFAS che conferiscono loro proprietà uniche.

Quindi, dove si trovano i PFAS nelle diverse categorie di beni e materiali? Ecco un elenco di alcuni esempi:

Beni di consumo in cui si trovano le sostanze PFAS:

  • Sistemi di purificazione dell’aria
  • Tappeti erbosi sintetici
  • Tappeti e moquette
  • Cellulari
  • Schermi per computer
  • Cosmetici e prodotti per la cura della persona
  • Latticini
  • Sedie da scrivania
  • Finiture e rivestimenti per scrivanie
  • Rivestimenti per pavimenti
  • Imballaggi per alimenti, inclusi contenitori per pizza e popcorn per microonde
  • Detergenti per la casa come detergenti per pavimenti o WC
  • Computer portatili
  • Prodotti mestruali
  • Pentole antiaderenti
  • Piatti di carta
  • Pesticidi
  • Nastro adesivo idraulico
  • Fogli adesivi
  • Carta igienica
  • Indumenti impermeabili e antimacchia, come le giacche da pioggia

Beni industriali in cui si trovano le sostanze PFAS:

  • Rivestimenti e salviette antiappannamento
  • Prodotti elettronici
  • Barriere di evaporazione (ad es. vasche di placcatura)
  • Schiume antincendio
  • Componenti resistenti a carburanti, oli e sostanze chimiche
  • Guarnizioni, O-ring e tenute
  • Rivestimenti resistenti al calore
  • Isolamenti elettrici resistenti al calore
  • Tubi flessibili e tubi rigidi
  • Lubrificanti non reattivi (olio, grasso)
  • Rivestimenti superficiali non bagnanti (idrofobici)
  • Rivestimenti superficiali oleofobici o lipofobici
  • Sensori di ossigeno e membrane traspiranti associate
  • Materiali da imballaggio
  • Vernici e inchiostri
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • Parti stampate in plastica
  • Nastri e adesivi

In un contesto globale in cui la gestione delle sostanze critiche evolve rapidamente, è importante cercare di anticipare i cambiamenti normativi. Tra le modifiche specifiche più attuali, troviamo l’adozione del nuovo limite 50 mg/kg TOF, la crescente attenzione alla sostituzione delle schiume AFFF negli aeroporti, la necessità di una verifica analitica dei PFAS nei tessuti, gli aggiornamenti del calendario del divieto PFAS dell’allegato XVII e le restrizioni PFAS per il settore aerospaziale nel 2026.

Grazie alla gestione intelligente dei dati sui materiali predisposti per le verifiche e all’integrazione con sistemi come BOMCheck PFAS, la visibilità completa lungo la supply chain diventa sempre più cruciale, come nel caso dello scambio dati ESG nel settore automobilistico. Assent sostiene sempre l’innovazione dei propri clienti per un futuro industriale più sicuro, trasparente e sostenibile.

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Rischi normativi PFAS in America del Nord

  • TSCA: il Toxic Substances Control Act comprende una roadmap dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) per le sostanze chimiche, che include anche una proposta di segnalazione retrospettiva dei PFAS a partire dal 2011. Si prevede che la norma finale includerà oltre 1.300 sostanze per- e polifluoroalchiliche.
  • Oltre 30 stati hanno creato o proposto leggi che regolano le sostanze PFAS, incluso lo stato del Maine, che richiede la segnalazione di tutti i prodotti contenenti PFAS a partire da gennaio 2023.
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Rischi normativi PFAS nell’UE

  • Il REACH, i POP e l’MDR dell’UE limitano molte sostanze PFAS.
  • I PFCA C9-14 sono soggetti a restrizioni tramite il REACH dal 2023 come parte dell’elenco delle sostanze soggette a restrizioni dell’allegato XVII.
  • Cinque Paesi stanno preparando una proposta di restrizione REACH per includere fino a 4.700 sostanze chimiche PFAS, la cui presentazione è prevista per il 2023 e che potrebbe entrare in vigore già nel 2025.
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A cosa servono le sostanze PFAS?

Le sostanze PFAS sono ampiamente utilizzate in vari settori industriali per ottenere determinati vantaggi nei prodotti o per consentire lo svolgimento di determinati processi produttivi. Grazie ai forti legami chimici che le caratterizzano, sono resistenti all’acqua, alle macchie, al grasso e alle alte temperature. Le aziende che vogliono determinare a cosa servono le sostanze PFAS nei loro processi devono identificare i prodotti o i materiali che hanno proprietà comunemente associate ai PFAS, come:

  • Antiaderenza
  • Isolamento elettrico
  • Proprietà ignifughe
  • Stabilità termica/resistenza al calore
  • Resistenza chimica
  • Idrorepellenza
  • Antiappannamento
  • Antiolio e antimacchia
  • Resistenza ultravioletta

Inoltre, la durata delle sostanze PFAS le rende desiderabili in vari settori industriali, tra cui quello aerospaziale, automobilistico, edile ed elettronico, e svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di componenti che devono resistere a condizioni in ambienti difficili.

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I PFAS sono dannosi per la salute? Come viene eseguita la valutazione della pericolosità?

Le stesse qualità che rendono le sostanze PFAS così durevoli e resistenti al calore e alla degradazione fanno sì che esse non si deteriorino nel tempo e si accumulino nel suolo e nell’acqua potabile, spesso bioaccumulandosi nel corpo umano. Infatti, secondo le autorità sanitarie nazionali degli Stati Uniti, circa il 97 % degli americani presenta tracce di PFAS nel sangue.

Alcuni studi hanno mostrato che le sostanze PFAS possono avere effetti dannosi sugli esseri umani. Esse possono causare problemi di salute quali:

  • Aumento del rischio di malattie della tiroide
  • Aumento dei livelli del colesterolo nel sangue
  • Diminuzione della risposta ai vaccini
  • Diminuzione della fertilità nelle donne
  • Peso ridotto dei neonati alla nascita

Secondo le attuali ricerche dell’EPA, l’esposizione alle sostanze PFAS può avvenire attraverso molte vie diverse:

  • Acqua potabile contaminata da PFAS
  • Consumo di determinati alimenti che possono contenere PFAS, come pesce o latticini
  • Respirazione di aria contaminata da PFAS
  • Utilizzo di prodotti realizzati con PFAS o confezionati con PFAS
  • Ingestione di polvere o sporcizia contenente PFAS
  • Lavoro in ambienti in cui vengono utilizzati PFAS, tra cui la produzione chimica o le attività antincendio, e utilizzo di sostanze per- e polifluoroalchiliche.

Perché i governi sono preoccupati riguardo alle sostanze PFAS?

Le autorità di regolamentazione come l’EPA e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sono sempre più preoccupate per le sostanze PFAS. Questi composti sono presenti nelle fonti idriche, nel suolo, nell’aria e nei prodotti di consumo e industriali. Sono inoltre comunemente utilizzati nella produzione manifatturiera. Questo rende difficile evitare le sostanze PFAS, con un conseguente alto tasso di esposizione per i consumatori e i lavoratori di vari settori.

La loro natura persistente rende inoltre difficile rimuovere le sostanze PFAS dal suolo e dall’acqua potabile, con le tradizionali tecnologie di filtrazione dell’acqua che si dimostrano inefficaci nel mitigare la contaminazione da PFAS. Tuttavia, esistono diversi metodi di filtrazione che sono stati ritenuti efficaci dall’EPA, tra cui il trattamento con carbone attivo, il trattamento a scambio ionico e le membrane ad alta pressione.

Numerose cause legali sono state intentate dai governi statali e municipali degli Stati Uniti contro i produttori di PFAS per la contaminazione dell’acqua potabile. Inoltre, l’EPA ha finalizzato il National Primary Drinking Water Regulation (Regolamento nazionale primario sull’acqua potabile) che stabilisce i limiti di contaminazione da PFAS per sei tipi di PFAS nell’acqua potabile.

Il 17 aprile 2024, l’EPA ha inoltre classificato PFOA e PFOS come “pericolosi” ai sensi della normativa statunitense Comprehensive Environmental Response, Compensation, and Liability Act (CERCLA), nota anche come Superfund.

Per ulteriori informazioni sulle normative PFAS, visita la nostra pagina sulla rendicontazione delle sostanze PFAS e sui relativi obblighi, per evitare eventuali sanzioni per la mancata segnalazione dei PFAS a livello statale.

Acquisire visibilità sull’utilizzo delle sostanze PFAS all’interno delle supply chain

Con l’aumentare dell’attenzione dei consumatori e delle autorità di regolamentazione nei confronti delle sostanze PFAS, i produttori devono comprendere dove si localizzano i PFAS nei loro componenti, prodotti e supply chain. A tal fine, può essere utile una mappatura della supply chain PFAS, utilizzare un software di conformità dei prodotti specifico, eseguire il coinvolgimento automatizzato dei fornitori, avere sempre a disposizione dati sui materiali predisposti per le verifiche e contare su una tracciabilità dei lotti completa.

Ottenere visibilità sull’utilizzo delle sostanze all’interno delle supply chain è fondamentale per i produttori, principalmente per garantire la conformità PFAS alle normative in evoluzione, mitigare i potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente ed evitare altri rischi aziendali. Comprendere a cosa servono i PFAS nei prodotti e sapere cosa sono i PFAS può aiutare i produttori ad anticipare i fattori della supply chain che potrebbero influire sulle loro operazioni o richiedere costose riformulazioni dei prodotti. Inoltre, con la crescente consapevolezza dei consumatori, i produttori che dimostrano una gestione proattiva dei PFAS possono ottenere vantaggi in termini di reputazione e competitività, dato che le tendenze del mercato si stanno orientando verso una maggiore trasparenza e sostenibilità.

I produttori possono ottenere visibilità sull’uso delle sostanze PFAS con un coinvolgimento automatizzato dei fornitori e conducendo sondaggi sull’utilizzo di PFAS nei componenti che forniscono. Dovrebbero inoltre familiarizzarsi con la definizione di PFAS utilizzata dalle autorità di regolamentazione nei mercati in cui operano.

Domande frequenti sulle sostanze PFAS

Le ricerche e le normative relative ai PFAS vengono costantemente aggiornate, rendendo difficile stare al passo con i cambiamenti legislativi. Ecco alcune delle domande più comuni sulla conformità PFAS.

Quante sostanze PFAS vengono monitorate?

La famiglia dei PFAS comprende migliaia di sostanze chimiche che vengono attivamente monitorate o regolamentate, mentre molte altre non sono più in uso o potrebbero non essere monitorate al momento. Inoltre, poiché i PFAS sono sostanze sintetiche, non esiste un limite massimo al numero di PFAS che potrebbero ipoteticamente esistere in futuro senza un intervento normativo al riguardo.

Diversi organismi di regolamentazione e ONG in tutto il mondo monitorano le sostanze PFAS e, poiché ciascuno di essi utilizza una definizione formale diversa di cosa sono i PFAS, il loro numero può variare da una normativa PFAS all’altra. Non esiste un elenco di PFAS uniforme o un numero ufficiale di sostanze per- e polifluoroalchiliche. Questo aspetto può rendere difficile per le aziende e i consumatori comprendere le responsabilità e le restrizioni nell’uso di queste sostanze, soprattutto senza una mappatura della supply chain sui PFAS.

Ad esempio, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) mantiene un elenco di oltre 4.700 sostanze PFAS. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) ne identifica oltre 16.000. Inoltre, a livello statale, sono state recentemente introdotte delle normative specifiche, tra cui vari obblighi di reporting nel Maine, il Reporting Information System for Manufacturers (PRISM) nel Minnesota e le modifiche alla Proposition 65 della California.

Anziché concentrarsi sul numero totale di PFAS, i produttori dovrebbero identificare quali PFAS sono regolamentati o soggetti a restrizioni (o sono in fase di valutazione dei rischi per un controllo normativo futuro) nei loro mercati di riferimento.

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Dove si trovano le sostanze PFAS? Usi comuni dei PFAS

Le sostanze PFAS sono presenti praticamente in tutte le categorie di beni di consumo sul mercato. Si trovano anche in componenti e materiali industriali. In alcuni casi, possono essere disponibili versioni prive di PFAS, ma alcuni materiali specializzati potrebbero non esistere senza l’uso di PFAS che conferiscono loro proprietà uniche.

Quindi, dove si trovano i PFAS nelle diverse categorie di beni e materiali? Ecco un elenco di alcuni esempi:

Beni di consumo in cui si trovano le sostanze PFAS:

  • Sistemi di purificazione dell’aria
  • Tappeti erbosi sintetici
  • Tappeti e moquette
  • Cellulari
  • Schermi per computer
  • Cosmetici e prodotti per la cura della persona
  • Latticini
  • Sedie da scrivania
  • Finiture e rivestimenti per scrivanie
  • Rivestimenti per pavimenti
  • Imballaggi per alimenti, inclusi contenitori per pizza e popcorn per microonde
  • Detergenti per la casa come detergenti per pavimenti o WC
  • Computer portatili
  • Prodotti mestruali
  • Pentole antiaderenti
  • Piatti di carta
  • Pesticidi
  • Nastro adesivo idraulico
  • Fogli adesivi
  • Carta igienica
  • Indumenti impermeabili e antimacchia, come le giacche da pioggia

Beni industriali in cui si trovano le sostanze PFAS:

  • Rivestimenti e salviette antiappannamento
  • Prodotti elettronici
  • Barriere di evaporazione (ad es. vasche di placcatura)
  • Schiume antincendio
  • Componenti resistenti a carburanti, oli e sostanze chimiche
  • Guarnizioni, O-ring e tenute
  • Rivestimenti resistenti al calore
  • Isolamenti elettrici resistenti al calore
  • Tubi flessibili e tubi rigidi
  • Lubrificanti non reattivi (olio, grasso)
  • Rivestimenti superficiali non bagnanti (idrofobici)
  • Rivestimenti superficiali oleofobici o lipofobici
  • Sensori di ossigeno e membrane traspiranti associate
  • Materiali da imballaggio
  • Vernici e inchiostri
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • Parti stampate in plastica
  • Nastri e adesivi

In un contesto globale in cui la gestione delle sostanze critiche evolve rapidamente, è importante cercare di anticipare i cambiamenti normativi. Tra le modifiche specifiche più attuali, troviamo l’adozione del nuovo limite 50 mg/kg TOF, la crescente attenzione alla sostituzione delle schiume AFFF negli aeroporti, la necessità di una verifica analitica dei PFAS nei tessuti, gli aggiornamenti del calendario del divieto PFAS dell’allegato XVII e le restrizioni PFAS per il settore aerospaziale nel 2026.

Grazie alla gestione intelligente dei dati sui materiali predisposti per le verifiche e all’integrazione con sistemi come BOMCheck PFAS, la visibilità completa lungo la supply chain diventa sempre più cruciale, come nel caso dello scambio dati ESG nel settore automobilistico. Assent sostiene sempre l’innovazione dei propri clienti per un futuro industriale più sicuro, trasparente e sostenibile.

Scopri come può aiutarti Assent
Rischi normativi PFAS in America del Nord
  • TSCA: il Toxic Substances Control Act comprende una roadmap dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) per le sostanze chimiche, che include anche una proposta di segnalazione retrospettiva dei PFAS a partire dal 2011. Si prevede che la norma finale includerà oltre 1.300 sostanze per- e polifluoroalchiliche.
  • Oltre 30 stati hanno creato o proposto leggi che regolano le sostanze PFAS, incluso lo stato del Maine, che richiede la segnalazione di tutti i prodotti contenenti PFAS a partire da gennaio 2023.
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Rischi normativi PFAS nell’UE
  • Il REACH, i POP e l’MDR dell’UE limitano molte sostanze PFAS.
  • I PFCA C9-14 sono soggetti a restrizioni tramite il REACH dal 2023 come parte dell’elenco delle sostanze soggette a restrizioni dell’allegato XVII.
  • Cinque Paesi stanno preparando una proposta di restrizione REACH per includere fino a 4.700 sostanze chimiche PFAS, la cui presentazione è prevista per il 2023 e che potrebbe entrare in vigore già nel 2025.
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A cosa servono le sostanze PFAS?

Le sostanze PFAS sono ampiamente utilizzate in vari settori industriali per ottenere determinati vantaggi nei prodotti o per consentire lo svolgimento di determinati processi produttivi. Grazie ai forti legami chimici che le caratterizzano, sono resistenti all’acqua, alle macchie, al grasso e alle alte temperature. Le aziende che vogliono determinare a cosa servono le sostanze PFAS nei loro processi devono identificare i prodotti o i materiali che hanno proprietà comunemente associate ai PFAS, come:

  • Antiaderenza
  • Isolamento elettrico
  • Proprietà ignifughe
  • Stabilità termica/resistenza al calore
  • Resistenza chimica
  • Idrorepellenza
  • Antiappannamento
  • Antiolio e antimacchia
  • Resistenza ultravioletta

Inoltre, la durata delle sostanze PFAS le rende desiderabili in vari settori industriali, tra cui quello aerospaziale, automobilistico, edile ed elettronico, e svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di componenti che devono resistere a condizioni in ambienti difficili.

I PFAS sono dannosi per la salute? Come viene eseguita la valutazione della pericolosità?

Le stesse qualità che rendono le sostanze PFAS così durevoli e resistenti al calore e alla degradazione fanno sì che esse non si deteriorino nel tempo e si accumulino nel suolo e nell’acqua potabile, spesso bioaccumulandosi nel corpo umano. Infatti, secondo le autorità sanitarie nazionali degli Stati Uniti, circa il 97 % degli americani presenta tracce di PFAS nel sangue.

Alcuni studi hanno mostrato che le sostanze PFAS possono avere effetti dannosi sugli esseri umani. Esse possono causare problemi di salute quali:

  • Aumento del rischio di malattie della tiroide
  • Aumento dei livelli del colesterolo nel sangue
  • Diminuzione della risposta ai vaccini
  • Diminuzione della fertilità nelle donne
  • Peso ridotto dei neonati alla nascita

Secondo le attuali ricerche dell’EPA, l’esposizione alle sostanze PFAS può avvenire attraverso molte vie diverse:

  • Acqua potabile contaminata da PFAS
  • Consumo di determinati alimenti che possono contenere PFAS, come pesce o latticini
  • Respirazione di aria contaminata da PFAS
  • Utilizzo di prodotti realizzati con PFAS o confezionati con PFAS
  • Ingestione di polvere o sporcizia contenente PFAS
  • Lavoro in ambienti in cui vengono utilizzati PFAS, tra cui la produzione chimica o le attività antincendio, e utilizzo di sostanze per- e polifluoroalchiliche.
Perché i governi sono preoccupati riguardo alle sostanze PFAS?

Le autorità di regolamentazione come l’EPA e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sono sempre più preoccupate per le sostanze PFAS. Questi composti sono presenti nelle fonti idriche, nel suolo, nell’aria e nei prodotti di consumo e industriali. Sono inoltre comunemente utilizzati nella produzione manifatturiera. Questo rende difficile evitare le sostanze PFAS, con un conseguente alto tasso di esposizione per i consumatori e i lavoratori di vari settori.

La loro natura persistente rende inoltre difficile rimuovere le sostanze PFAS dal suolo e dall’acqua potabile, con le tradizionali tecnologie di filtrazione dell’acqua che si dimostrano inefficaci nel mitigare la contaminazione da PFAS. Tuttavia, esistono diversi metodi di filtrazione che sono stati ritenuti efficaci dall’EPA, tra cui il trattamento con carbone attivo, il trattamento a scambio ionico e le membrane ad alta pressione.

Numerose cause legali sono state intentate dai governi statali e municipali degli Stati Uniti contro i produttori di PFAS per la contaminazione dell’acqua potabile. Inoltre, l’EPA ha finalizzato il National Primary Drinking Water Regulation (Regolamento nazionale primario sull’acqua potabile) che stabilisce i limiti di contaminazione da PFAS per sei tipi di PFAS nell’acqua potabile.

Il 17 aprile 2024, l’EPA ha inoltre classificato PFOA e PFOS come “pericolosi” ai sensi della normativa statunitense Comprehensive Environmental Response, Compensation, and Liability Act (CERCLA), nota anche come Superfund.

Per ulteriori informazioni sulle normative PFAS, visita la nostra pagina sulla rendicontazione delle sostanze PFAS e sui relativi obblighi, per evitare eventuali sanzioni per la mancata segnalazione dei PFAS a livello statale.

Acquisire visibilità sull’utilizzo delle sostanze PFAS all’interno delle supply chain

Con l’aumentare dell’attenzione dei consumatori e delle autorità di regolamentazione nei confronti delle sostanze PFAS, i produttori devono comprendere dove si localizzano i PFAS nei loro componenti, prodotti e supply chain. A tal fine, può essere utile una mappatura della supply chain PFAS, utilizzare un software di conformità dei prodotti specifico, eseguire il coinvolgimento automatizzato dei fornitori, avere sempre a disposizione dati sui materiali predisposti per le verifiche e contare su una tracciabilità dei lotti completa.

Ottenere visibilità sull’utilizzo delle sostanze all’interno delle supply chain è fondamentale per i produttori, principalmente per garantire la conformità PFAS alle normative in evoluzione, mitigare i potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente ed evitare altri rischi aziendali. Comprendere a cosa servono i PFAS nei prodotti e sapere cosa sono i PFAS può aiutare i produttori ad anticipare i fattori della supply chain che potrebbero influire sulle loro operazioni o richiedere costose riformulazioni dei prodotti. Inoltre, con la crescente consapevolezza dei consumatori, i produttori che dimostrano una gestione proattiva dei PFAS possono ottenere vantaggi in termini di reputazione e competitività, dato che le tendenze del mercato si stanno orientando verso una maggiore trasparenza e sostenibilità.

I produttori possono ottenere visibilità sull’uso delle sostanze PFAS con un coinvolgimento automatizzato dei fornitori e conducendo sondaggi sull’utilizzo di PFAS nei componenti che forniscono. Dovrebbero inoltre familiarizzarsi con la definizione di PFAS utilizzata dalle autorità di regolamentazione nei mercati in cui operano.

In che modo Assent aiuta i produttori nell’identificazione PFAS nella supply chain

Assent semplifica il complesso compito di monitorare e gestire l’uso delle sostanze PFAS nella supply chain. Automatizziamo le campagne di sondaggio dei fornitori e miglioriamo il processo di generazione dei report utilizzando una piattaforma software completa e un Supplier Portal sicuro.

Con la nostra soluzione PFAS, i produttori possono raccogliere ed esaminare le informazioni dettagliate sui componenti e sui materiali inviate dai fornitori. Le dashboard e le funzionalità di reportistica in tempo reale forniscono informazioni preziose sulla presenza di PFAS nei prodotti, aiutando le aziende a soddisfare gli obblighi normativi e a prendere decisioni informate sull’approvvigionamento e sullo sviluppo dei prodotti.

Assent offre anche una competenza normativa senza pari su dove vengono utilizzate le sostanze PFAS. Il nostro team di professionisti esperti si mantiene aggiornato sull’evoluzione del panorama normativo globale, fornendo assistenza ai produttori che devono districarsi tra complessi canali di conformità PFAS. Attraverso la formazione, gli aggiornamenti delle soluzioni e l’orientamento strategico ai programmi, Assent garantisce che i produttori dispongano delle migliori pratiche del settore necessarie per gestire i cambiamenti normativi man mano che si presentano, così da evitare richiami di prodotti per i PFAS o eseguire un’eventuale valutazione delle sostituzioni.

Scopri come identificare e mitigare i rischi PFAS nella supply chain della tua azienda visitando la nostra pagina delle soluzioni PFAS.

Scopri la soluzione PFAS di Assent

Nel quadro dell’evoluzione normativa internazionale, cresce l’attenzione verso le deroghe PFAS e le nuove restrizioni relative al gruppo dei PFAS, che richiedono alle organizzazioni una gestione sempre più strutturata e trasparente. Le recenti innovazioni nelle tecnologie di smaltimento e bonifica dei PFAS, insieme a un monitoraggio costante dell’evoluzione giuridica tramite l’analisi delle sentenze sui PFAS, rappresentano elementi fondamentali per una strategia responsabile.

Scopri di più su come Assent può aiutarti a gestire i dati della supply chain, incluse le sostanze PFAS.